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Gen 25

La fotografia … di famiglia

20140125_testattr_01La mia passione per l’arte della fotografia non nasce per caso. Sono cresciuto guardando foto dentro cassetti: la storia della mia famiglia.
Quando ero piccolo vedevo mio papà che prendeva la sua Kodak Retina IIIc e nelle nostre uscite la portava con se per potere fissare i momenti che gli sembravano belli da conservare. A quei tempi si scattava anche con attenzione: ogni scatto aveva un suo costo!
Tutto ciò mi sembrava magico e la curiosità mi spinse a guardare dentro quella strana scatola, cosa c’era dentro che produceva tanti oggetti ricordo? Da quei momenti dentro di me nacque il desiderio di catturare i ricordi così come faceva mio padre e, prima di lui, mio nonno.

Oggi possiedo alcune di quelle storiche attrezzature. Ogni tanto, con alcune, ho il privilegio di potere ancora scattare; comprendo bene che non sono la storia in assoluto della fotografia, ma sono la mia storia … la fotografia di famiglia.

Cocarette Zeiss Ikon

Cocarette Zeiss IkonQuesta particolarissima macchina fotografica venne acquistata da mio nonno (dal quale prendo il nome) intorno al 1928. Da questo obiettivo passarono le luci e le ombre che impressero sulla pellicola le prime immagini della mia famiglia: i miei nonni, mio padre, le mie zie, nella loro infanzia … nella loro crescita.
Non so se riuscirò a recuperarlo, ma esiste anche qualche scatto dei tempi difficili e del dopo guerra.
Caratteristiche tecniche

Cocarette Zeiss Ikon
Il caratteristico soffietto delle antiche macchine fotografiche, chiamato folding, è di tipo classico ed il formato del negativo cm 6 x 9 su pellicola in rullo 120.
L’inquadratura viene effettuata attraverso il mirino a specchio reversibile orizzontale/verticale e la messa a fuoco su scala metrica (m 1,5, 2, 3, 5, 10, ∞) è azionabile con un cursore posto sulla destra della piastra di base che determina lo scorrimento dell’ottica su due guide metalliche.
Il diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, permette l’impostazione dei valori f/4.5 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32.L’obiettivo Tessar da 105 mm dalla Carl Zeiss Jena utilizza un otturatore centrale Compur a tre lamelle prodotto dalla Friedrich Deckel.I tempi di scatto di 1 sec., 1/2, 1/5, 1/10, 1/25, 1/50, 1/100, 1/250, B, T.
Il sistema di caricamento della pellicola avviene estraendo lateralmente il telaietto porta pellicola, dal momento che il dorso non è apribile nella modalità classica.
Sul dorso è presente un foro circolare, chiuso da un tappo rimovibile a baionetta, per consentire il montaggio dell’obiettivo; vi si trova inoltre una finestrella circolari protetta da un elemento in bakelite di colore nero attraverso la quale è possibile controllare l’avanzamento della pellicola.

Kodak Retina IIIc – type 021

Kodak Retina IIIcQuesta macchina per me vuole dire tutto: è lo strumento fotografico che mi ha fatto appassionare a questa arte. Vederlo nelle mani di mio papà era una gioia, sapevo che quei momenti erano momenti di gioia, momenti da fissare per tutti.
I diaframmi, i tempi, l’esposizione, il caricamento delle pellicole 135mm; su questa macchina ho iniziato a comprendere cosa fosse la fotografia non più come magia ma come tecnologia. Mio padre me la lasciava utilizzare e mi seguiva nei miei primi passi, quanto ho condiviso con lui attraverso questo magnifico strumento!!
Caratteristiche tecniche

Kodak Retina IIIc – type 021
La famiglia di fotocamere denominate Retina appartiene alla migliore produzione del marchio Kodak: quella delle macchine fabbricate in Germania negli stabilimenti della Nagel. La loro qualità e reputazione nel tempo e cresciuta fino a superare anche i modelli realizzati dalla casa madre a Rochester (U.S.A.).
Si tratta di fotocamere che, fin dalle primissime versioni a soffietto degli anni ’30, venivano realizzate con una cura impeccabile, materiali e componentistica della migliore qualità tedesca: dagli otturatori Compur alle ottiche Scneider-Kreuznach.
Prodotto per soli tre anni (1954-57), il modello RETINA IIIc Type 021 rappresenta la versione Top di Gamma di questa famiglia di fotocamere pioniere del formato 35mm.
La RETINA IIIc offriva quanto di meglio si potesse chiedere ad una fotocamera del suo tempo ed era in diretta competizione con le più costose telemetro ad ottica intercambiabile, quali LEICA e CONTAX. La realizzazione tecnica era impeccabile e lo stile elegante e ricercato, mentre la peculiare struttura folding (pieghevole) dell’obiettivo ne faceva uno strumento dalle dimensioni addirittura tascabili.
La componentistica impiegata era di assoluta eccellenza tedesca: dall’ottica Schneider “Retina-Xenon” f/2.0 all’otturatore Deckel “SYNCHRO COMPUR” e non mancavano chicche tecniche come il telemetro, l’esposimetro al selenio e la possibilità di intercambiare l’ottica con le stessa baionetta prevista per le RETINA REFLEX di casa kodak.
Come consueto per la produzione tedesca dell’epoca, si tratta di una macchina di tipo completamente meccanico e manuale, dove ogni parametro di scatto (tempi, diaframmi, messa a fuoco) è lasciato alla perizia dell’utente.
La dotazione tecnica è ancora oggi, dopo 60 anni, di tutto rispetto e include:
– Ottica SCHNEIDER “Retina-Xenon” con focale di 50mm
– Diaframma a iride con valori da f/2 a f/22
– Otturatore centrale lamellare “SYNCHRO COMPUR” con ben 10 tempi di scatto da 1sec. a 1/500sec. più la posa B
– Inquadratura con mirino galileiano
– Messa a fuoco assisitita da telemetro
– Esposimetro con cellula al selenio
– Slitta e contatto di sicronizzazione per flash esterno
– Predisposizione per il comando dello scatto a distanza, mediante cavetto flessibile
– Innesto a baionetta per ottica intercambiabile
Ad oltre 60 anni dal suo debutto la KODAK RETINA IIIc è considerata ancora un autentico gioiello di meccanica ed una delle più belle ed ambite fotocamere di tutti i tempi.

Yashika FX-3

Yashica FX3 e FX-DquartzLa mia prima macchina fotografica reflex. Cosa potrei dire; ho cominciato con questa la mia avventura in totale indipendenza. Acquistata nel 1981 è stata la mia fida compagna nel mio primo grande viaggio fotografico. Con lei ho scattato nel 1982 le circa 1600 diapositive in Cina, con lei e con degli splendidi obiettivi marcati con lenti Zeiss (28mm, 50mm, 135mm utilizzato spesso con un duplicatore di focale) ho fissato i miei momenti fotografici fino alle soglie del nuovo millennio.
Ad essa si affiancò intorno al 1987 la sorella semi-automatica la FXD-Quartz. Da allora fu mia abitudine montare sulla piccolina delle pellicole bianco nero e sull’altra pellicole colore.
Conservo ancora tutto il corredo Yashika, sicuramente vissuto; del nastro telato verde e marrone ha preso il posto della plastiche finta pelle che ricoprivano i corpi, ma il loro cuore pulsa ancora ed il loro clack mi emoziona come 30 anni fa.
Caratteristiche tecniche

Il nuovo millennio mi fece conoscere una nuova generazione di macchine fotografiche: già da alcuni anni era comparso un nuovo sistema Canon, l’Electro-Optical System più comunemente conosciuto con il suo acronimo EOS che ancora oggi è nel settore potentemente sul mercato. La mia nuova compagna per alcuni anni divenne la Canon EOS 500n …. ma questa è tutta un’altra storia che vi racconterò in futuro.

Yashika FX-3
Il marchio YASHICA non ha certo bisogno di presentazioni: insieme a Nikon e Canon è uno dei più antichi e prestigiosi nomi della fotografia del “Sol Levante”. Sebbene sia scomparso da diversi anni dal mercato, il nome Yashica conserva ancora inalterato tutto il suo prestigio e i suoi modelli storici sono coccolati dai puristi della fotografia e oggetto di desiderio dei collezionisti più raffinati.
Lanciata nel 1979 la FX-3 è stata uno dei modelli più longevi ed apprezzati tra le reflex Yashica. La sua leggerezza e le dimensioni compatte, unite al fatto che si trattava di un modello completamente meccanico e a controllo manuale, ne hanno fatto per lungo tempo un modello ambito dai fotografi puristi e dai giovani studenti di fotografia.
Un altro aspetto molto apprezzato è l’impiego della mitica baionetta Contax/Yashica, che permette di equipaggiare su questo modello anche le mitiche ottiche Carl Zeiss T* sviluppate per le inarrivabili reflex CONTAX.
Ancora oggi, ad oltre 30 anni dal lancio, la FX-3 conserva una dotazione tecnica di tutto rispetto:
– Obiettivo “Yashica ML” con lunghezza focale di 50mm e apertura max a f/1.9
– Diaframma a iride con aperture da f/1.9 a f/16
– Otturatore meccanico con tendine metalliche a scorrimento verticale e con tempi di scatto da 1sec. a 1/1.000sec più la posa B
– Esposimetro Cds con lettura di tipo TTL e sensibilità ISO da 25-3.200
– Mirino con indicazione di esposizione a led
– Autoscatto
– Innesto obiettivi a baionetta tipo Yashica-Contax
Per la sua semplicità d’uso questa macchina era l’ideale per chi volesse avvicinarsi per la prima volta al mondo della fotografia reflex e volesse farlo con una macchina a pellicola e con ottiche di alta qualità.

1 comment

  1. Carolina

    Accipicchia…complimenti Salvo!

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