↑ Torna a storie e personaggi

Andrea Vajuso: ago, filo ed armonie

 

Andrea Vajuso con il suo mandolino

In via dei Beati Paoli, nel centro storico di Palermo, si cuce musica su misura.
In un’antica sartoria, Andrea Vajuso, sarto di terza generazione, taglia, cuce e colleziona mandolini. Dismesso lo strumento del suo essere artigiano, l’ago, si accompagna alla musa ispiratrice degli artisti e, insieme ad amici, e a chi passa davanti le sue vetrine, comincia a suonare per la gioia di chi si ferma ad ascoltare.

Tante volte mi sono trovato a passare da questa strada, ma un sabato pomeriggio mi son deciso a restare, entrare nella bottega antica e presentarmi. Un fantastico mondo di tradizioni è apparsa dinanzi ai miei occhi: antichi ferri a carbone, macchine da cucire dal gusto antico ma in piena efficienza, forbicioni da sartoria bruniti dal tempo.
E’ stato proprio uno di questi che ha attirato la mia attenzione, praticamente uguale ad uno da me posseduto e lasciato in eredità da alcune zie che questo antico mestiere lo praticavano, negli anni ’30 del secolo scorso, confezionando abiti militari in piazza Bologni. Mi soffermo dinanzi ad esso e racconto la mia storia, il signor Vajuso si stupisce per un momento ed esclama: “ma lei è nipote quindi delle signorine Sim….!? Io andavo a bottega da loro quando avevo 7 o 8 anni!“.
Palermo è piccola, il mondo è piccolo e noi tutti abitanti di esso. Sembrava che io ed il signor Vajuso ci conoscessimo da una vita intera eppure era la prima volta che ci parlavamo.

Nel frattempo, alla spicciolata, cominciavano ad arrivare gli amici di sempre: quelli che con il sarto condividono note e armonie. Dal mandolino, dalle chitarre, dalla fisarmonica e dalle ugole comincia a scaturire la magia di un pomeriggio fantastico. Arte e artigianato si fondono ancora una volta, non è un caso, siamo al sud, siamo a Palermo!